Gallerie a pagamento per artisti illusi

Elliott Erwitt. Versailles, France. 1975

Ho deciso di inaugurare il blog “appunti di un pittore”, con un articolo che scrissi nel 2013 per leciane.it, questo articolo negli anni ha riscosso particolare successo fu molto commentato e aprì anche un breve dibattito, mi dispiace non poter importare tutti i commenti.

A distanza di tutti questi anni comprendo che non ho affrontato in profondità l’argomento, adesso farei delle distinzioni fra gallerie e spazi espositivi, ma avrò modo di parlarne in prossimo post.



“Il successo di questo lavoro è assicurato dalla quantità di artisti dilettanti di ogni età (tra cui anche molti giovani sprovveduti), per i quali esporre in pubblico le proprie opere ed eventualmente vincere qualche premio, anche a questo infimo livello, rappresenta la massima aspirazione e gratificazione” 
tratto da Il sistema dell’arte contemporanea di Francesco Poli per Editori Laterza


Firenze — 
Questo mese pensavo di essere diventato un’artista famoso, visto che la mia email era piena stracolma non dei soliti spam, ma bensì di proposte di esposizione, ma spiacevolmente erano tutte esposizioni a pagamento. Questo inutile spiegarlo mi ha portato a raccoglierli e a scrivere un piccolo articolo, ometterò i nomi inserendo solamente le iniziali e copierò qualche frase delle email ricevute.

• PK — esposizione in Germania per soli € 600,00 + 20% sulle vendite — n. quadri 1
• GAR — esposizione/concorso a Roma € 55,00 + 0% sulle vendite — n. quadri 1
“La partecipazione alle selezioni non prevede alcuna quota, mentre il versamento della quota di iscrizione di 55 euro sarà invece obbligatorio nella fase successiva per gli artisti selezionati che intendono partecipare alla rassegna”
• EA — esposizione ad una Biennale € 180,00
“La partecipazione è gratuita, chiediamo solo la quota di 180,00 euro che serve per la pubblicazione di due pagine sulla rivista”
• GB — esposizione € 400,00 — più opere
• EG — esposizione € 220,00 + 25% sulle vendite — n. quadri 4
• EE — esposizione a Londra € 310,00 — n. quadri 1
• AF — esposizione € 100,00 — n. quadri 1
• IS — esposizione/concorso € 50,00 — n. quadri 1
• A1 — esposizione € 600,00 — n. quadri 1
• BC — esposizione ad Biennale con personaggi famosi € 480,00 — n. quadri 1 (suddiviso in 4 rate)
• CAA — esposizione a Parigi € 250,00 — n. quadri 1
• AA — esposizione a Parigi € 119,00 — n. quadri 1

Non bastano le richieste delle gallerie, ma compaiano anche gli editori:
• Casa editrice Argentina “Questa impresa è collaborativa e richieste da artisti un ragionevole contributo finanziario”
• A.info “Mi piacerebbe poter far pubblicare tutti gratis, ma purtroppo ci sono delle spese per pubblicare la rivista”
• FA • € 490,00 per 2 pagine

Per un totale di € 3774, scusatemi per questo lungo elenco utile per capire il quantitativo di forme di proposte, infatti come potete notare spesso si propongono come concorsi, ma in realtà sono esposizioni, in altri casi come rimborso per le spese effettuate dalle gallerie o per il pagamento del loro servizio, inteso come allestimento, locandine, volantini, cataloghi e contatti.

E’ giusto fare adesso delle distinzioni fra queste esposizioni spacciate per concorsi e i concorsi veri. Anche molti dei famosi concorsi nazionali e internazionali prevedano una quota d’iscrizione, spesso intorno ai € 50, spesa spesso utile a disincentivare la partecipazione degli artisti dilettanti. Non solo i concorsi offrono la possibilità di essere giudicati da una giuria competente inserita nel mondo dell’arte e il premio spesso rappresenta un cifra utile al proseguimento della carriera dell’artista che vi partecipa. Anche sui concorsi ufficiali possiamo sollevare molti dubbi, ma per questo mi riservo di scrivere un articolo a parte.

Ho iniziato questo articolo citando il libro di Francesco Poli, perché spesso l’artista cade in questi giochi, magari viene offerta la possibilità di esporre ad una biennale con personaggi noti al mondo dell’arte e del grande pubblico, questi personaggi sarebbe meglio che non si prestassero a questi giochi se tengono al mondo dell’arte. Ricordatevi che per esporre alle Biennali bisogna essere stati scelti, esistono i curatori apposta e devono vagliare il vostro curriculum artistico. In altre occasioni si convincono, gli artisti, che è giusto investire sulla propria arte, questo è giusto e legittimo, ma fate attenzione, con la somma totale dei vari eventi sareste in grado di organizzarvi una mostra come preferite e ad autoprodurvi un catalogo. Spesso per quello che vi viene offerto è meglio fare le mostre gratuiti ai festival locali.

Vi vengono proposti i loro contatti, ma non sapere la natura di questi, il numero conta poco, l’importante è che siano collezionisti seguiti dalla galleria, curatori o persone attive nel mondo dell’arte. I galleristi devo fare il loro lavoro scegliervi, vedere se siete appetibili al mercato o se vedono in voi un linguaggio proponibile ai loro collezionisti, se ne hanno.

Il nostro obbiettivo è comunicare il nostro lavoro, raccontarci e far vedere i nostri lavori, se i galleristi non ci scelgono se i curatori ci ignorano, facciamo suonare un campanello d’allarme, forse ci proponiamo male, alle gallerie sbagliate, forse non siamo ancora pronti a proporci oppure non lo saremo mai, ma non ci abbassiamo a questo “infimo livello”, danneggiamo noi e giustifichiamo il loro comportamento.


Sei mai stato contattato da una galleria a pagamento? Hai mai pagato per esporre? Se si raccontami la tua esperienza?


Se questo articolo ti è stato utile visita il mio sito www.diegogabriele.art


2 comments

  • Grazie Andrea per il commento. Credo che molte gallerie debbano essere un po’ più oneste con se stesse, smettere di definirsi tali, ma vendersi come spazi espositivi. Credo che avrebbero più successo e forse potrebbero offrire dei servizi più mirati per l’auto-promozione degli artisti.

    Diego Gabriele
  • Ehhh! Sono stato e vengo contattato REGOLARMENTE da gallerie in cerca di sostentamento. Anzi: una volta iscritto ad un paio di liste si entra in un ginepraio di spam che non basta più disiscriversi ma occorre alzare le difese antispam a “Defcon-2”, come direbbero i militari americani. Il motivo? Come dicevo è il semplice auto-sostentamento, la ricerca di un reddito altrimenti introvabile per molti di essi. Ho gestito una galleria, una Vanity-Gallery per meglio dire. Io faccio anche attività formativa ed esponevo opere di artisti affermati ed emergenti, so cosa significa dover far quadrare il budget. La differenza la fanno collezionisti e i compratori abituali, più che gli appassionati. Sono loro il vero patrimonio di una galleria d’arte oltre che “mentori” degli artisti. Ma quanti possono contare su questi moderni mecenati? Sono d’accordo con te quando dici che devi trovare la galleria giusta e non la qualunque pur di esporre, e non desistere mai…!

    Andrea

Leave a comment